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Pagina 1 di 2 CHIESA DI S. MARIA DI MONSERRATO Concerto in onore di S. Giorgio   La Chiesa venne iniziata nel 1518 da Antonio da Sangallo il Giovane per la Confraternita di S.Maria di Monserrato (il celebre santuario spagnolo), fondata da Alessandro VI nel 1495. Sorse sul luogo di due precedenti ospedali e fu la chiesa nazionale degli Aragonesi e Catalani, fino a diventarla di tutti i connazionali riuniti sotto le corone abbinate di Castiglia e di Aragona, quando venne abbandonata la Chiesa di S.Giacomo a Piazza Navona. Da questa provengono le cose più pregevoli, come la statua di S. Giacomo, del Sansovino, monumenti funebri e perfino il marmo del pavimento. Nell'attiguo chiostro, costruito nel 1821, sono sistemate tombe quattrocentesche provenienti anch'esse da S. Giacomo. La facciata della chiesa, per la parte inferiore, fu realizzata verso la metà del cinquecento, pur essendo settecentesco il portale con sovrapposto gruppo marmoreo; la parte superiore, ad intonaco, è del 1929, quando furono apportati all'edificio altri restauri. Il Coro Polifonico "Le Laudi" nasce come coro parrocchiale, partecipa tutte le domeniche alla Santa Messa delle ore 11,00 nella Chiesa degli Angeli in Collefiorito di Guidonia via delle Palme. Attualmente sta ampliando il repertorio con il canto lirico ed operistico, in particolare l'operetta; è in cantiere il montaggio di uno spettacolo originale con l'umile pretesa di sensibilizzare ed avvicinare i giovani allo studio della musica e del canto. Potete Ascoltare la registrazione dal vivo del Concerto cliccando sui titoli del programma.
Il termine "LAUDI" più propriamente detto LAUDA erano i canti che S. Filippo Neri (1515-1595) praticava nel suo oratorio e costitutisce certamente l'istituzione più espressiva e più originale di Filippo Neri. Egli radunava un gruppo di giovani e di uomini in determinate ore del giorno per le pratiche religiose e per una preghiera che intendeva parlare più al cuore che alla mente, i congregati (così si chiamavano) si riunivano tutti i giorni "dedicandosi alla lettura di un libro devuto e all'ascolto di alcuni sermoni, il tutto inframmezzato dal canto di una LAUDA, dapprima molto semplicee a una voce sola poi col tempo divenuta polifonica e ricchissima". Il coro polifonico "LE LAUDI" nasce verso la fine dell'anno 1999 per espresso desiderio del Parroco Don Giovanni Fenilli costituito da un gruppo di persone amiche, unite dalla passione per la musica e per il canto consacrato alla Chiesa. SAN GIORGIO, PATRONO DI CATALOGNA San Giorgio fu un militare romano e cristiano. Fedele al suo credo, fu martirizzato nei tempi dell'imperatore romano Diocleziano, verso l'anno 303. Una delle leggende attribuite a san Giorgio, e che in poco tempo diventò popolare, spiega che un drago intimoriva gli abitanti di un villaggio. Per calmarlo gli veniva offerto un agnello ed una donzella, che era scelta a caso.  Un giorno fu la figlia del Re ad essere condotta davanti al drago. San Giorgio la liberò miracolosamente vincendo il drago. La donzella, il Re e tutto il villaggio si convertirono alla fede di Cristo. In quei tempi, paesi diversi come la Georgia, Inghilterra, Grecia e Catalogna scelsero San Giorgio come patrono. La Generalitat de Catalunya fu la principale promotrice di questa devozione. Le corti riunite a Barcellona decisero di costruire la cappella del Palazzo della Generalitat, dedicandola a San Giorgio. Nel 1456, la giornata di San Giorgio (23 aprile) fu proclamata festa della città. Alla fine del secolo XIX, san Giorgio diventa il simbolo del catalanismo. La sua lotta contro il drago per liberare la donzella, simbolizza la lotta della Catalogna per la sua libertà. Nella giornata di San Giorgio si svolge la tradizionale Fiera delle Rose, che si celebra sin dal secolo XV. Dall'anno 1926 si aggiunge la Giornata del Libro, una festività che si è subito diffusa in tutta la Catalogna. La Croce di Sant Jordi, che prende il nome ed il simbolo dal patrono della Catalogna, è una delle massime onorificenze che concede il Governo de la Generalitat. Roma 21 aprile 2006 La redazione. IMPRESSIONI DI UN'ASCOLTATRICE La luce diffusa di una Chiesa cinquecentesca e la policromia dei suoi affreschi fanno da sfondo ad un gruppo corale. Le panche prima vuote ora sono occupate da chi è in attesa di ascoltare i vari brani musicali mentre un brusio passa da una panca all'altra. Improvvisamente si diffondono le prime note; esse scaturiscono dalla tastiera che sembra appena sfiorata dalle agili dita del maestro, note ora dolci, ora vibranti che fanno da introduzione al coro sovrastato dalle voci dei solisti. Mozart, Gounod, Vivaldi e i vari compositori sono li ad ascoltare ciò che il loro estro aveva saputo creare ispirati dalla loro musa. In quel momento si erano dati convegno anche la poesia come momento creativo e suggestivo in cui le opere erano nate; la lirica come momento irrepetibile ed esaltante e la musica come concatenazione dei suoni. Le voci e la musica cominciano ora ad arrivare come una carezza al nostro cuore. E il primo incontro con la dolcezza di quella musica e di quelle voci che si fondono diventando una sola voce isola da quello che ci circonda, ci separa da tutto il resto giungendo a comprendere a pieno l'armonia nel suo insieme. È come un contatto purificante e vivificante con l'infinito, è come aver raggiunto una dimensione spirituale perché non è più percepibile o ascoltata con i nostri sensi. Uno scroscio di applausi conclude la mirabile interpretazione e si ritorna alla realtà, ma è una realtà vista in una prospettiva diversa perché porta ancora l'eco di quelle note e di quelle voci. C'è intorno un'atmosfera di affettuosa solidarietà e di amore perché come disse un maestro dell'India: “Dovunque esiste una pennellata di colore o si leva una nota musicale lì c'è un invito rivolto al nostro amore.” Roma 22 aprile 2006 Giuseppa Maria Maccagnolo |